Superare le Difficoltà delle Leghe Cobalto-Cromo
Mesa Italia · CrCo · Guida Pratica
Superare le Difficoltà delle Leghe Cobalto-Cromo
Soluzioni pratiche per durezza, fusione e ossidi
Le leghe dentali Cobalto-Cromo hanno caratteristiche e peculiarità che le rendono valide alleate degli odontotecnici, particolarmente adatte all’utilizzo quotidiano nei laboratori. La loro composizione porta però con sé un numero contenuto di limiti oggettivi, come una durezza maggiore, un intervallo di fusione più alto e la presenza di strati di ossido più spessi e scuri. Si tratta in ogni caso, è importante dirlo, di limiti superabili, che pertanto non devono spaventare il professionista e che non precludono un utilizzo eccellente delle leghe Co-Cr. Mesa Italia è un’azienda che ha sempre creduto fortemente in una dialettica sincera tra produttore e odontotecnico. È proprio in virtù di questo dialogo che ha potuto indicare come superare eventuali limiti, affinando e migliorando sempre le lavorazioni dei professionisti che scelgono i suoi prodotti. A seguire troverete oltre alla composizione chimica e alle proprietà fisico-meccaniche delle leghe Cobalto-Cromo, anche le annotazioni che gli odontotecnici del gruppo Mesa e gli ultimi studi rimandano sulla lavorabilità e sulla qualità delle leghe. Composizione chimica delle leghe Cobalto-Cromo Co(%) Cr(%) W (%) Mo (%) Nb (%) Other components Magnum Solare 66 27 0 6 0.0 1 (Si, Mn) Magnum Splendidum 60 28 9 0 0.0 3 (Si) Magnum Lucens 63 28 3 0. 4.0 2 (Mn, Fe) Nelle leghe Mesa in Co-Cr all’elemento Cobalto predominante, viene aggiunta una buona quota di Cromo al fine di aumentare la resistenza meccanica del metallo e implementarne la resistenza alla corrosione e ottimizzarne la biocompatibilità grazie al sottile strato di ossido protettivo, molto stabile, che viene prodotto sulla lega. Il Tungsteno e il Molibdeno sono anche essi responsabili delle ottime performance meccaniche e della valida resistenza alla corrosione. Proprietà fisico-meccaniche delle leghe Cobalto-Cromo CET (25‑500°C) Durezza Vickers Modulo di elasticità Temperatura solidus/liquidus Densità MAGNUM Solare 14,3×10-6K-1 255 HV 10 233 GPa 1307-1417 °C 8,4 g/cm3 MAGNUM Splendidum 14,,2×10-6K-1 273 HV10 183 GPa 1308-1384 °C 8.5 g/cm3 MAGNUM Lucens 14,1×10-6K-1 324 HV 10 194 GPa 1253-1304°C 8,4 g/cm3 Da questi dati possiamo evincere : MAGNUM Lucens ha una temperatura solidus/liquidus (1253-1304°C) più bassa rispetto alle leghe Co/Cr standard Si tratta di circa 80 gradi di differenza rispetto alle temperature di fusione standard, riducendo così l’usura della macchina ad induzione o della pressofusione. Ossidazione “piacevole”, non aggressiva, chiara L’ossidazione della lega Magnum Lucens è intimamente legata al metallo e durante la fusione forma un “occhio” (tipico delle leghe nobili) che permette di vedere all’interno della lega perché la crosta superficiale si apre. Ottima scorrevolezza MAGNUM Lucens garantisce al tecnico di riprodurre anche i dettagli più fini rendendo questa lega ottima nelle fusioni a cera persa. CET (Coefficiente di Espansione Termica) appropriato Questo è uno dei fattori che influiscono principalmente sulla resistenza del sistema metallo-ceramica. Lucidatura semplice MAGNUM Lucens ha una risposta ai gommini di lucidatura modo molto simile alle leghe palladiate. Fresatura CNC Le leghe MAGNUM Solare e MAGNUM Splendidum si fresano facilmente per via della bassa durezza
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